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SALERNO - È stato siglato oggi, 26 ottobre, nel corso della XVIII Convention delle Camere di Commercio italiane all’estero, in svolgimento a Salerno, il nuovo Accordo di Programma tra il Ministero dello Sviluppo Economico, Unioncamere e Assocamerestero. L’accordo è stato firmato dal Viceministro allo Sviluppo Economico con delega al Commercio Estero, Adolfo Urso, dal Presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello e dal neo-eletto Presidente di Assocamerestero, Augusto Strianese.
"L’Accordo di Programma – ha detto Urso – ci consente di utilizzare al meglio le Camere di Commercio come strumenti di punta del Made in Italy nel mondo, con particolare attenzione ai nostri mercati tradizionali in cui da tempo esse svolgono un ruolo fondamentale di collegamento tra le imprese italiane e quelle dei paesi dove operano, ma anche sempre più nei mercati emergenti dove assumono un ruolo preminente di club d’affari. Con la nuova riforma che stiamo predisponendo a seguito della delega che il Governo ha ottenuto dal Parlamento in materia nell’ambito della legge sullo sviluppo economico – ha assicurato – rafforzeremo la mission delle Camere di Commercio in Italia e all’estero per la fornitura di servizi per l’internazionalizzazione di tutte le imprese".
L’accordo, ha aggiunto il Vice Ministro, "servirà ad aiutare in particolare le Piccole e micro imprese a fare affari all’estero, attraverso un nuova organizzazione degli enti deputati a fare internazionalizzazione, una più efficiente distribuzione dei ruoli tra sistema camerale e Istituti per il commercio estero (Ice), moltiplicando le occasioni che possano generare business transfrontaliero per le Pmi, con un focus verso i Paesi emergenti quali Nord Africa, golfo arabo, Brasile, e ovviamente India, Cina ed Europa dell’est".
Dopo aver ricordato che "tra le azioni del Governo c’è l’attenzione verso il Mezzogiorno e l’interesse a portare le imprese del sud Italia nei Paesi del Nord Africa, che stanno crescendo a tassi del 5% annui", Urso ha confermato l’intenzione del Ministro Claudio Scajola di ridurre gradualmente l’Irap per le Pmi appesantite dai costi del lavoro.
Quanto alla situazione dell’economia mondiale, per Urso "questa è una fase di radicali cambiamenti degli scenari, cambiamenti che significano crisi da una parte ma anche opportunità dall’altra. Il sistema Italia deve agire all’unisono con tutti i suoi strumenti pubblici privati e associazionistici. Il mondo ha ripreso a correre. Abbiamo attraversato e stiamo attraversando una crisi straordinaria, senza precedenti; ma rispetto alla crisi degli anni Trenta siamo riusciti ad evitare la conseguenza terribile della depressione. Non è recessione. È rivoluzione economica".
Certo la crisi economica non è superata ma, ha proseguito il Vice Ministro, "possiamo dire che il peggio è passato per il sistema globale. Il mondo ha reagito insieme, con una nuova volontà di governance globale evitando di cadere nelle tentazioni protezionistiche. Evitando di alzare le barriere ma aprendosi di più, intervenendo in maniera sinergica nei punti focali di crisi. Il sistema italiano ha peraltro reagito meglio rispetto ad altri Paesi europei. Abbiamo perso evidentemente qualcosa ma abbiamo perso meno di altri paesi esportatori. Tra i grandi Paesi occidentali siamo il paese che ha perso di meno sui mercati mondiali e ha tenuto di più come sistema produttivo. Anche perché noi abbiamo mantenuto un sistema produttivo di economia reale".
"Noi – ha ricordato – siamo il secondo sistema industriale in Europa dopo la Germania, il secondo sistema agricolo dopo la Francia, primi per esportazione alimentare. Quindi primi nel settore dell’agroindustria e secondo paese come sistema turistico dopo la Spagna. Certo la situazione è ancora difficile, i colpi di coda di questa crisi devono ancora venire, ma è vero che le nostre imprese hanno trovato il modo per fronteggiarla. Il nostro sistema produttivo è stato più veloce degli altri anche perché fatto da imprese più dinamiche e flessibili, dunque più competitive".
Il Vice Ministro ha quindi invitato i Presidenti delle CCIE a guardare anche ai mercati emergenti. "Lo sviluppo economico si sta spostando a sud. È uno spostamento degli assetti economici del pianeta perché è in atto una vera e propria rivoluzione economica che si contraddistingue per due fenomeni: la quantità della crescita e la qualità della crescita. La quantità della crescita ci dice che lo sviluppo si sta spostando a sud-est del pianeta. Il sud-est è la parte del mondo in cui cresce l’economia e noi dobbiamo guardare a questi nuovi mercati. L’Italia – ha osservato – è in una posizione geografica ideale, nel cuore del mediterraneo dove si sta spostando questa crescita economica. L’Italia c’è sia nella quantità sia nella qualità. Il Made in Italy è sinonimo di qualità ed è ciò che ci permette di essere sempre saldi i sui mercati tradizionali".
Concludendo il suo intervento, il Vice Ministro ha ricordato che "la crisi è un’opportunità che le imprese italiane devono saper cogliere. Abbiamo però bisogno di regole più certe, di mercati più aperti e reciprocamente leali. Mercati globali con sistemi doganali più semplificati. In questa direzione, l’operato delle CCIE è fondamentale per informare e migliorare, oltre che assistere, le imprese nel processo di internazionalizzazione". (aise)
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