Nuovo impulso alle esportazioni dei prodotti dall'Africa

domenica 14 marzo 2010

ROMA - Circa 5.000 agricoltori africani sono in grado oggi di trarre profitto dalla crescente popolarità e diffusione dei prodotti biologici nei paesi industrializzati grazie ad un programma della FAO, finanziato dalla Germania, che li ha aiutati ad ottenere la certificazione e conformarsi agli altri requisiti richiesti. Le proiezioni indicano che nei paesi sviluppati, nei prossimi tre anni, il mercato dei prodotti biologici e del commercio equo e solidale aumenterà tra il 5 ed il 10%, aprendo nuove opportunità per i piccoli contadini dei paesi poveri.

Tuttavia gli ostacoli non sono pochi, soprattutto per la difficoltà che questi agricoltori incontrano per ottemperare alle esigenti norme alimentari richieste dai paesi sviluppati e per ottenere la certificazione necessaria. Non solo, ma per entrare nel mercato del biologico i contadini devono prima passare un periodo di conversione dall'agricoltura convenzionale all'agricoltura biologica, durante il quale devono affrontare costi più elevati per riuscire ad applicare le nuove tecniche biologiche, senza però poterne ancora cogliere i benefici derivanti dai prezzi più alti associati di solito all'etichettatura di biologico. I progetti della FAO in Burkina Faso, Camerun, Ghana, Senegal e Sierra Leone hanno aiutato gruppi di contadini e di piccoli esportatori a superare queste difficoltà ed a migliorare le proprie capacità tecniche e la qualità dei prodotti riuscendo così ad ottenere la certificazione di biologico e commercio equo e solidale e profittare di mercati altamente remunerativi.

Come risultato della migliore struttura ed organizzazione, le associazioni contadine sono adesso nella condizione di elaborare e negoziare contratti con gli esportatori. I guadagni ottenuti dalla vendita di prodotti certificati sono stati usati principalmente per comprare cibo e vestiario, e per pagare tasse scolastiche e spese mediche. Sono dunque riusciti a migliorare le generali condizioni di vita e la sicurezza alimentare. A livello di comunità il progetto ha significato nuovi posti di lavoro per i braccianti coinvolti nella produzione di prodotti certificati e nei servizi connessi. Inoltre i nuovi metodi di coltivazione biologica sono stati adottati anche da altri contadini che non sono membri di queste associazioni, spingendoli a chiedere di farne parte.

 


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