Urso: " l'export cambia rotta, la ripresa arriva dai Bric"

marted́ 22 dicembre 2009

ROMA - "Ripartono le esportazioni verso Brasile, India e Cina, ad esclusione della Russia. Grazie a quest'opera di rifocalizzazione a novembre l'export italiano verso i Paesi extra Ue ha fatto registrare un incremento congiunturale del 2,6% rispetto ad ottobre, mentre nei tre mesi di settembre-novembre 2009 si e' avuto un aumento dell'1,2% sui precedenti tre mesi luglio-agosto 2009. E' stata dunque piu' che recuperata la temporanea flessione di ottobre".
E' quanto afferma Adolfo Urso, vice ministro allo Sviluppo Economico commentando i dati Istat. "Anche dalle variazioni tendenziali emergono segnali positivi: la flessione di novembre 2009 rispetto allo stesso mese dell'anno precedente e' stata infatti del 10,3%: la variazione negativa mensile meno forte dall'inizio dell'anno, il che dimostra che la situazione dell'export va finalmente normalizzandosi. Rispetto al mese di novembre 2008, nel novembre di quest'anno si e' registrato un
aumento dell'export italiano verso tre dei BRICs: +6,3% verso il Brasile; +8,6% verso la Cina e +22,8% verso l'India.

Le esportazioni verso il Brasile sono state trainate soprattutto dalla meccanica e dai mezzi di trasporto (che sono le voci di interscambio piu' consistenti verso questo Paese). L'export verso a Cina ha beneficiato dell'aumento di vari beni di consumo (pelli-calzature, mobili) e degli articoli in gomma-plastica, mentre quello verso il Brasile ha visto gli incrementi piu' importanti nella meccanica e nei prodotti metallurgici".
"A novembre 2009, inoltre, il saldo della bilancia commerciale italiana con i Paesi extra UE e' risultato quasi in pareggio, con un surplus significativo nei prodotti manifatturieri di 3,7 miliardi di euro (+37,5 miliardi di euro l'attivo complessivo nei primi 11 mesi del 2009). Sono tutti ottimi segnali - ha concluso Urso - che la fase peggiore della crisi e' oramai alle nostre spalle e che il 2010 sara' un anno roseo per l'export e il Made in Italy che ha saputo ridisegnare le sue rotte puntando sempre piu' verso i mercati emergenti dove la crisi economica e' stata meno forte rispetto a Stati Uniti e
Europa".


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