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Malta - L’Assemblea Parlamentare del Mediterraneo (APM) ha seguito con grande interesse il rapporto sulla “Criminalità organizzata” presentato dall’On. Angela Napoli, membro della delegazione italiana presso l’APM. La Risoluzione che ne è seguita è stata adottata all’unanimità il 23 ottobre 2009 in occasione della IV sessione plenaria a Istanbul, Turchia.
La lotta alle organizzazioni criminali è un argomento critico, in quanto esse rappresentano una minaccia alla stabilità, alla prosperità e alla pace in tutto il bacino mediterraneo. L’APM si impegna non solo a dedicarsi a questa tematica, ma anche ad approfondire il problema dell’intenzionale affondamento di navi cariche di scorie nel Mediterraneo. Tale attività non solo è proibita dalla “Convenzione per la prevenzione dell’inquinamento marino dovuto allo scarico da navi e aerei”, adottata a Oslo nel 1972, che vieta queste pratiche, ma rappresenta anche un crimine condannato da tutte le legislazioni nazionali.
Questa pratica viene messa in atto dalle organizzazioni criminali in quanto lo smaltimento dei rifiuti, in particolar modo di quelli tossici che rappresentano un serio rischio per la salute, è un business con un giro d’affari notevole. Le organizzazioni criminali ottengono anche un guadagno aggiuntivo da questa attività in quanto spesso percepiscono anche il risarcimento assicurativo per la perdita della nave. Le imbarcazioni sono infatti “carrette del mare” assicurate con un valore molto superiore a quello reale.
L’APM si è impegnata ad esaminare nei dettagli le dinamiche di questi processi per trovare una soluzione regionale al problema, le cui dimensioni vanno oltre i confini nazionali dei singoli paesi. Per raggiungere questo obiettivo, l’APM si avvarrà dell’esperienza e della collaborazione dei propri parlamentari e di esperti nazionali, e valuterà idee e esperienze, provenienti dalle diverse aree geografiche, per trovare una soluzione operativa a beneficio di tutti i paesi e di tutti i popoli del Mediterraneo.
La guerra contro le organizzazioni criminali in relazione allo scarico di rifiuti tossici attualmente manifesta ancora tratti oscuri: quante sono le navi affondate e quali le zone scelte per farle scomparire; chi sono gli attori coinvolti nel traffico e qual’è la natura del carico. E’ necessario far luce su questi elementi per delineare azioni risolutive ed efficaci.
L’APM è fermamente convinta che la soluzione debba essere trovata a livello regionale, poiché il traffico dei rifiuti coinvolge più attori, in certi casi anche esterni alla regione mediterranea. Il
commercio illegale di rifiuti, non solo tossici, garantisce una notevole quantità di denaro, il quale viene prontamente riciclato e riutilizzato per finanziare altri traffici illeciti, quali ad esempio il commercio di armi e stupefacenti.
Attraverso la conoscenza e le capacità collettive dei propri delegati, l’APM si è impegnata a rafforzare la lotta contro queste pratiche, che non solo affliggono tutto il bacino mediterraneo, ma minacciano anche l’ambiente, la salute dei popoli e il potenziale economico dei paesi della regione, senza distinzione tra Nord, Sud, Est e Ovest.
Ulteriori documenti sono disponibili sul sito ufficiale dell’APM, www.apm.org.mt
Martin Micallef (
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