Frattini: " Interesse dell'imprenditoria italiana verso i Balcani" |
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| martedì 09 marzo 2010 | |
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Non sorprende affatto che - afferma il Ministro degli Esteri, Franco Frattini, nel corso dell’International Desk Forum sullo sviluppo dell’area Adriatico-Balcanica - a lanciare questa iniziativa sia stata la Regione Friuli Venezia Giulia la cui storia, anche imprenditoriale, è intimamente legata all’Europa centro meridionale, alla ricerca di alleanze economiche e commerciali ad est. Una vocazione mitteleuropea confermata dai dati commerciali che vedono questa realtà imprenditoriale tra le prime 4 Regioni italiane per volume di esportazione verso i Balcani Occidentali. La crisi economica dello scorso anno - sostiene il Ministro - ha messo a dura prova il Sistema Italia investendo pesantemente anche l’interscambio tra Italia e Balcani con un calo in media del 22% per le nostre esportazioni e del 6% delle nostre importazioni. Pur continuando ad essere tra i primissimi partner commerciali nei singoli mercati oltre Adriatico, il primato italiano negli ultimi anni si è progressivamente indebolito, non solo a causa dell’affermarsi di altri competitors come la Francia e la Germania, ma soprattutto a causa della ‘disarticolazione’ che spesso caratterizza i numerosi interventi italiani nell’area. La posizione privilegiata di cui il made in Italy gode nell’Europa centro meridionale costituisce un interesse vitale del Paese. Occorre, quindi, sostenere le dinamiche innescate dalla ripresa economica italiana, puntando però, ad un maggiore coordinamento e ad una maggiore sistematicità delle azioni e degli interventi realizzati da tutti i soggetti preposti all’internazionalizzazione del nostro Sistema Italia. Settori strategici quali il comparto energetico e le infrastrutture - afferma Frattini - offrono rilevanti opportunità per le nostre aziende nei Balcani e gli ultimi sviluppi consolidano le prospettive di un’accelerazione dei nostri investimenti nell’area. L’accordo tra Italia e Montenegro, firmato lo scorso 6 febbraio, per la costruzione di un cavo di interconnessione elettrica da 1000 MW, identifica nei Balcani un bacino strategico di approvvigionamento energetico, in particolare per l’energia da fonti rinnovabili, coerentemente con le sollecitazioni che provengono da Bruxelles. Nella regione convivono in questa fase sentimenti contrastanti. Vi è la speranza, forte e crescente, per un futuro condiviso di pace e benessere con il resto della grande famiglia europea. Vi è anche, però, la preoccupazione che in Europa prevalga la "fatica da allargamento" e che il processo di integrazione rallenti o la prospettiva europea venga diluita. Eventualità che - conclude - rischia di generare frustrazione nei governi locali e che le loro opinioni pubbliche interpreterebbero come un atteggiamento discriminatorio rispetto al modo in cui sono stati gestiti i precedenti allargamenti nel 2004 e nel 2007.
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ROMA - "Desidero esprimere il mio più vivo apprezzamento per l’organizzazione di questo Forum che conferma il forte interesse dell’imprenditoria italiana verso i Balcani, nel solco della tradizionale attenzione che l’Italia rivolge a questa area geografica.
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