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Home arrow Primo Piano arrow Firmato da 17 paesi il documento sulle buone prassi del progetto He.re su " Clandestini, salute e ritorno"

Firmato da 17 paesi il documento sulle buone prassi del progetto He.re su " Clandestini, salute e ritorno"

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sabato 13 giugno 2009

Ragusa - La cerimonia della firma della bozza di buone prassi da sottoporre all’Unione europea come ultimo atto del progetto europeo He.re. ha chiuso il congresso internazionale “Clandestini, salute e ritorno”, organizzato nell'Hotel Terraqua di Marina di Ragusa dall’Ulss 20 di Verona e dall’Ausl 7 di Ragusa sotto l’egida dell’Iom, organismo partner dell’ Onu per l’immigrazione. Si è voluto riassumere il documento approvato e che comprende le esperienze di sedici Paesi diversi, oltre l’Italia, in un agile decalogo da consegnare alla stampa per dare la massima diffusione a questi temi di grandissima attualità. Da sottolineare poi come il partenariato tra una autorità sanitaria del nord e una del sud abbia dato eccellenti risultati.

E possa rappresentare un modello di lavoro nord-sud tra istituzioni della Unione europea e Paesi terzi. Alla cerimonia della firma era presente anche il vescovo di Ragusa mons. Paolo Urso, che si è detto “entusiasta del clima respirato in questo congresso internazionale”.
Il direttore generale dell’Ausl 7 Fulvio Manno ha sottolineato che dal congresso è venuto “un contributo essenziale per colmare quel buco nero nella legislazione dell’Europa del dopo Schenghen: pur occupandosi di animali e merci, la legge trascura il trasferimento di uomini”. Manno ha anche annunciato che si farà promotore di un’iniziativa per invitare la Regione Siciliana ad accogliere la proposta lanciata ieri nel corso del congresso da Vincenzo Morello, medico responsabile del Cpa di Pozzallo, “di sottoporre, in armonia con il Regolamento sanitario internazionale dell’ Oms, a una serie di esami routinari gli immigrati. Ciò per scongiurare il pericolo che riesplodano in Italia malattie ormai scomparse come la tubercolosi”.


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