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Commercio estero, Urso: per gigante europeo la strada è l'area di libero scambio

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lunedì 08 marzo 2010

Roma – “Solo aprendo nuove vie commerciali, abbattendo barriere e tariffe, si puo’ consentire alle nostre imprese di competere ad armi pari in un mondo in cui sono cambiati gli assetti della crescita. E dove vince chi si muove piu’ in fretta”. E’ quanto scrive in un intervento pubblicato dal Sole24ore Adolfo Urso, vice ministro allo Sviluppo Economico con delega al Commercio Estero che saluta con favore la nuova politica commerciale dell’Unione che apre “finalmente agli accordi bilaterali di libero scambio”.

“Per troppo tempo – scrive il vice ministro – il gigante europeo, nella politica commerciale ha dormito. Forse per timore di fare il passo piu’ lungo della gamba, stretto nella morsa di 27 governi con interessi diversi e talvolta contrastanti. Si e’ difeso, si’, soprattutto dalla concorrenza sleale con l’approvazione di misure antidumping di cui l’Italia si e’ fatta promotrice – una su tutte quella sulla calzature – ma non e’ mai passato all’attacco, attardandosi nella trincea del Doha Round, cioe’ dell’accordo multilaterale in sede Wto che langue da quasi dieci anni. Adesso, con il neo commissario al Commercio, il belga Karel de Gutch, la musica sta cambiando e l’approccio offensivo sta facendo strada. Finalmente l’Unione Europa inizia quel percorso di accordi bilaterali di libero scambio che, per tutti questi anni, sono stati sollecitati dal nostro governo”.

Urso cita in particolare l’area Asean che porterebbe a un mercato comune di 500 milioni di consumatori dove l’interscambio ammonta gia’ a 175 miliardi di euro e potrebbe quantuplicarsi, poi l’India con l’abolizione dazi su vini e alcolici e l’apertura su acciaio, pneumatici, carni suine; i paesi del Golfo che con la sua borghesia “amano i prodotti del made in Italy” e il Canada dove l’Italia sta negoziando il tema delle indicazioni geografiche e, quindi, risolvere il problema della commercializzazione del prosciutto di Parma e San Daniele. “In questo scenario, non vanno pero’ nascosti – annota Urso – i problemi che possono sorgere per settori produttivi sottoposti a competizione asimmetriche, com’e’ nel caso dell’auto, nell’accordo con la Corea del Sud, che vanno giustamente affrontati e risolti. Ma la prospettiva strategica resta fondamentale per l’Italia paese trasformatore in cui il 23% del pil e’ composto dall’export”. (AGI) Fra


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