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Roma - Continua il progressivo e costante recupero delle nostre esportazioni: a dicembre sono cresciute verso i Paesi extra UE del 5,9% rispetto al mese precedente che aveva segnato già un aumento del 2,7%. Ed è una ripresa indirizzata, come avevamo previsto, verso Brasile (+23,3%), India (+21,6%) e Cina (+17,3%) in attesa del recupero della Russia. Sono i Brics, quindi, i mercati su cui il made in Italy scommette per la ripresa". È quanto afferma Adolfo Urso, viceministro allo Sviluppo Economico con delega al Commercio Estero che segnala anche, in base ai dati Istat diffusi oggi come il "nostro export sia tornato a crescere anche verso molti altri Paesi, a cominciare da Turchia (+40,3%), Sudafrica (+14,2%) e Svizzera (+10,8%)".
"Si è accentuata nell’ultimo trimestre del 2009 la tendenza alla ripresa", ha spiegato Urso, "una fiammata importante che ci porta a chiudere l’anno con un calo più contenuto dell’export (-18%) molto meglio di quello programmato (-22%) e, soprattutto, ci fa ben sperare per un anno finalmente in salute del made in Italy con una crescita che stimiamo del 4%".
Non basta, per la prima volta dopo diversi anni sull’arco dell’intero 2009 si è registrato un consistente miglioramento della nostra bilancia commerciale con i Paesi extra UE, con una forte riduzione del disavanzo, sceso dai 21,4 miliardi di euro del 2008 a soli 2,3 miliardi. "Merito del calo dei prezzi dell’energia", ha concluso il viceministro, "ma anche della tenuta del nostro surplus manifatturiero che, nonostante la crisi mondiale, resta tra i più alti a livello internazionale, con un attivo di ben 42,7 miliardi di euro verso i Paesi extra UE; 29,2 miliardi dei quali realizzati dalla meccanica non elettronica; 8,8 miliardi dai beni per l’alimentazione, la persona e la casa e 1 miliardo dagli articoli in gomma e plastica". (aise)
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