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Approvata la riforma delle camere di commercio della Sicilia

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domenica 21 febbraio 2010

Palermo - Gli enti camerali dell'isola andranno adesso ad assumere un ruolo più importante e centrale per promuovere lo sviluppo del sistema produttivo, adeguandosi al modello nazionale. Con la nuova legge gli enti camerali saranno dotati di autonomia funzionale, svolgendo quindi le loro attività in base al principio della sussidiarietà, previsto dall'articolo 118 della Costituzione. Ma viene anche espressamente inserito e definito il concetto di "sistema camerale" e stabilito il tetto minimo di almeno 40 mila imprese per l'istituzione di camere di commercio in caso di nascita di una nuova provincia.
«Si tratta di una riforma storica che permetterà di operare con maggiore efficacia, migliorando i servizi per le imprese», ha dichiarato il presidente della Camera di Commercio di Trapani Giuseppe Pace, alla guida anche di Unioncamere Sicilia, che in queste settimane è stato impegnato nel seguire l'iter per la predisposizione e l'approvazione della nuova legge. «Con questa nuova normativa le camere di commercio diventano degli enti di propulsione per lo sviluppo economico nell'isola» ha spiegato Pace che ha poi evidenziato come la Sicilia si sia così adeguata «al modello nazionale che ha riconosciuto agli enti camerali la natura di autonomie funzionali.

La riforma approvata dall'Ars - ha continuato il presidente dell'ente camerale - rappresenta senza ombra di dubbio un passo in avanti e da un assetto più moderno e funzionale al sistema camerale siciliano, mettendolo nelle condizioni di rispondere alle sfide dei mercati nazionali ed internazionali. È un passo importante verso l'ammodernamento del sistema impresa - ha concluso Pace - e sono certo che avrà delle ricadute positive per gli imprenditori siciliani, che potranno trovare nelle camere di commercio degli alleati strategici per potere usufruire di servizi efficienti, moderni ed al passo coi tempi».


Nella riforma vengono indicate le competenze delle camere di commercio a sostegno delle imprese, funzioni che si sono andate consolidando nel corso degli ultimi 15 anni e che adesso sono espressamente contemplate nella nuova normativa. Oltre alla tenuta del registro delle imprese, del repertorio economico amministrativo e degli altri registri ed albi attribuiti alle camere di commercio dalla legge, le camere di commercio si dovranno formalmente occupare della semplificazione per l'avvio e lo svolgimento delle attività economiche e della promozione del territorio e delle imprese locali per accrescerne la competitività, favorendone anche l'accesso al credito anche attraverso il supporto ai consorzi fidi.

Gli enti camerali siciliani sono poi chiamati a realizzare appositi osservatori sull'andamento dell'economia locale e la diffusione delle relative informazioni. Spazio poi all'internazionalizzazione per la promozione del sistema siciliano delle imprese all'estero, alla promozione dell'innovazione e del trasferimento tecnologico anche attraverso servizi ed infrastrutture informatiche e telematiche. Le camere di commercio siciliane si dovranno occupare poi della costituzione di commissioni arbitrali e conciliative per la risoluzione delle controversie tra imprese e tra imprese, consumatori ed utenti, della predisposizione di contratti-tipo tra le imprese, associazioni di categoria e quelle a tutela degli interessi dei consumatori.

Ed ancora di promuovere forme di controllo sulla presenza di clausole inique inserite nei contratti e vigilare sui prodotti e sulla metrologia legale, oltre che rilasciare apposita certificazione sull'origine delle merci. Tra le funzioni e le competenze delle camere di commercio c'è infine la cooperazione con le scuole e le università per quel che riguarda l'alternanza scuola-lavoro e l'orientamento al lavoro ed alle professioni.


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