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Euromed: da Forum Milano appello a ponte Ue-sponda sud

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lunedì 12 luglio 2010

MILANO - Tra l'Europa e i Paesi della sponda sud del Mediterraneo c'e' la possibilita' di costruire relazioni economiche forti, che rappresentino un'opportunita' di sviluppo per tutti i soggetti coinvolti, a partire dalla creazione di un mercato unico senza dazi e protezionismi. In questo contesto, l'Italia ha svolto e vuole continuare a svolgere un ruolo di primo piano e Milano quello di perno, geografico ed economico. Molti i nodi ancora da sciogliere, in primo luogo quelli dell'instabilita' politica dell'area e dell'immigrazione, ma la crisi economica globale spinge per un'accelerazione del processo di integrazione nel Mediterraneo che oggi, piu' che mai, e' una scelta obbligata per l'Europa.

Questo in sintesi quanto emerso oggi dalla prima giornata di lavori del Forum Economico e Finanziario per il Mediterraneo in corso a Palazzo Mezzanotte fino a domani. ''Buone prospettive'' e ''volonta' coerente'' caratterizzano l'incontro secondo il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che ha parlato della ''possibilita' di realizzare relazioni straordinarie'' tra la sponda nord e la sponda sud.

Berlusconi ha ricordato che l'Italia ha sempre lavorato per un forte dialogo euro-mediterraneo e, agli imprenditori presenti a Milano ha sottolineato che il governo ''e' a disposizione per risolvere qualsiasi problema''. Dalle imprese e' arrivato un rinnovato appello alla creazione di ''un mercato unico senza dazi e protezionismo'' che, secondo il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, gioverebbe in particolare alle piccole imprese, piu' in difficolta' nel raggiungere mercati lontani come quello cinese o del Sud America. La data di partenza, ha sottolineato il presidente di Promos Bruno Ermolli, potrebbe essere riprogrammata per il 2030. Integrazione dei mercati che passa anche attraverso quella energetica, come ha sottolineato il sottosegretario allo Sviluppo economico Stefano Saglia. Sia per l'Italia, come hub del bacino mediterraneo, sia per le opportunita' di partnership, come nelle rinnovabili nei paesi della sponda sud.

Opportunita' in parte gia' colta dall'Italia. Come ha detto il viceministro dello Sviluppo economico, Adolfo Urso, il nostro Paese ''scavalcando la Francia e la Germania, e' il primo partner commerciale della sponda sud gia' da un anno'' e Milano, hanno spiegato il sindaco Letizia Moratti e il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, e' la provincia piu' mediterranea d'Italia. ''Ha prodotto un terzo del volume d'affari italiano in quest'area'', ha sottolineato il presidente della Camera di commercio Carlo Sangalli. Il coinvolgimento italiano pero' non sembra essere ancora all'altezza delle aspettative della sponda sud. ''Nella partita dello sviluppo euro-mediterraneo, rileva il vicepremier siriano Abdallah Al Dardari, le imprese italiane non giocano ancora il ruolo che spetterebbe loro''. Non sono solo di tipo economico i nodi da sciogliere. Per il vicepresidente della Commissione europea, Antonio Tajani, la politica che l'Italia ha portato avanti nel Mediterraneo ha permesso all'Europa di diventare interlocutrice privilegiata dell'area, ma ''chiusa l'era del colonialismo, non si deve aprire un'epoca di neocolonialismo''. Sono soprattutto instabilita' politica e immigrazione i temi da affrontare per evitare che il rilancio dell'integrazione incontri gli stessi ostacoli del Processo di Barcellona avviato nel 1995, sottolinea il sottosegretario agli Esteri Stefania Craxi.

E di immigrazione ha parlato anche il ministro tunisino per il Commercio Ridha Ben Mosbah, invitando a fare ''scelte ambiziose, anche su questioni sensibili come quella della mobilita' delle persone'' privilegiando una visione basata sulla complementarieta' rispetto ad una basata solo sulla sicurezza, che finora e' stata un freno.(ANSAmed).


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