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Commercio, Scajola e Marcegaglia:"Entro il 2012 l'area di libero scambio euromediteranea"

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domenica 28 febbraio 2010

Roma. - "L'obiettivo, ambizioso ma raggiungibile, e' quello della creazione di un'area di libero scambio euromediterranea, di pace e di prosperita' condivisa, allargata a 600 milioni di abitanti, entro il 2012". Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, nel suo intervento al II Forum economico del Mediterraneo, in corso al Campidoglio.

Il ministro ha voluto sottolineare che il Mediterraneo e' "un crocevia economico del piu' alto interesse per il nostro sistema imprenditoriale". Infatti nonostante la crisi, con le esportazioni che hanno segnato un -18,6% e le importazioni un -33,7% nei primi undici mesi del 2009, "l'Italia si e' confermata il primo partner commerciale della regione precedendo Germania e Francia: il nostro Paese punta per un quinto (21%) dell'interscambio commerciale complessivo fra l'Ue e i Paesi dell'area mediterranea: nel 2008 l'Italia ha esportato per 27 miliardi di euro e importato per 39,2 miliardi, nel 2008 l'interscambio commerciale Italia-Mediterraneo e' stato pari a 6,4 miliardi". Scajola ha spiegato che Governo e imprese hanno definito una "priorita' mediterranea" per approfondire con sempre maggiore determinazione "l'internazionalizzazione del nostro sistema Paese, fondamentale motore di crescita del nostro Pil".

 

E' necessario lavorare alla creazione di un'area di libero scambio con il Mediterraneo, eliminando tutte le barriere commerciali e i dazi. E' questo il messaggio lanciato dal presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, nel corso del suo intervento al II Forum economico del Mediterraneo. "Tutti noi dobbiamo lavorare per creare una vera area di libero scambio nel Mediterraneo, eliminando ogni forma di dazio e tariffa. Questo e' un obiettivo vero", ha affermato Marcegaglia. Secondo la leader degli industriali, e' necessario "spingere di piu' sull'internazionalizzazione e sugli interscambi, nonche' su interventi diretti in molti Paesi.
India, Cina e Brasile sono Paesi importantissimi ma anche difficili perche' richiedono sforzi enormi, i Paesi del Mediterraneo invece rappresentano un'opportunita' piu' a portata di mano". Marcegaglia ha dunque voluto sottolineare la centralita' del Mediterraneo per l'Italia: dopo aver attraversato "la crisi peggiore del dopoguerra", c'e' la necessita' di "lavorare molto perche' le nostre economie escano rafforzate da questa crisi". E il Mediterraneo in questo senso puo' giocare un ruolo centrale. "Dobbiamo lavorare - ha proseguito - per una nuova rinnovata leadership euromediterranea che veda l'Italia come baricentro".


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